Consegna: fino a 14 giorni
Pronti all'uso – consegnati già montati
Prodotti rispettosi del clima
Vincitore del Red Dot 2021
Scopri/Blog/Come scegliere prodotti per ufficio sostenibili: guida all’acquisto

Come scegliere prodotti per ufficio sostenibili: guida all’acquisto

Sorter station in office

Le etichette ambientali generiche mettono spesso in difficoltà i reparti acquisti chiamati a valutare le reali credenziali ecologiche di una fornitura. Per verificare l’autentica sostenibilità degli articoli per l’ufficio occorre andare oltre le formule di rito: è indispensabile analizzare l’origine delle materie prime, il supporto di certificazioni indipendenti e l’impronta emissiva lungo l’intero ciclo di vita. Vediamo come impostare una politica di approvvigionamento rigorosa e fondata su dati oggettivi.

Scelta dei materiali e carbonio incorporato

La valutazione di arredi, cancelleria e dotazioni da ufficio comincia sempre dalle materie prime. Le emissioni Scope 3 lungo la catena di fornitura costituiscono in genere la fetta più rilevante dell’impronta climatica di un’azienda: per questo motivo, la selezione dei materiali è determinante per ridurre l’impronta di carbonio del proprio ufficio.

Nel vagliare i prodotti fisici, è utile mettere a confronto l’intensità emissiva dei materiali più impiegati:

  • Plastica vergine: l’estrazione e la raffinazione di materie prime fossili generano volumi ingenti di emissioni. I componenti tradizionali in plastica rigida comportano elevati livelli di energia incorporata e scarse prospettive di riciclo effettivo a fine vita.
  • Metalli (acciaio e alluminio): garantiscono notevole robustezza e sono facilmente riciclabili, ma le fasi di estrazione primaria e lavorazione richiedono un consumo energetico particolarmente gravoso.
  • Materiali rinnovabili di origine biologica: il legno proveniente da foreste a gestione responsabile e il multistrato di betulla fungono da serbatoi naturali di carbonio biogenico. Come approfondito nella nostra guida sull’impatto ambientale dei contenitori in plastica, preferire il multistrato da fonti rinnovabili a strutture in metallo o plastica vergine può ridurre da due a quattro volte le emissioni di CO₂ calcolate sull’intero ciclo di vita.

Qualora i componenti in plastica siano indispensabili, è buona prassi richiedere quote elevate di materiale riciclato post-consumo (PCR). I responsabili degli acquisti dovrebbero sempre esigere attestazioni rilasciate da organismi terzi, come la certificazione SCS Recycled Content, per verificare la veridicità delle dichiarazioni sul contenuto riciclato nella produzione dei contenitori.

Orientarsi tra certificazioni ambientali e standard di settore

Espressioni vaghe come «ecologico», «verde» o «naturale» non hanno alcun valore normativo e rischiano di nascondere operazioni di greenwashing. Le scelte d’acquisto dovrebbero sempre poggiare su marchi e certificazioni rilasciati da enti terzi, basati su metodologie scientifiche verificabili e accompagnati da controlli trasparenti della filiera:

  • Forest Stewardship Council (FSC): applicata a carta, cartone e manufatti in legno, la certificazione della Catena di Custodia FSC garantisce che la materia prima provenga da foreste gestite secondo rigidi criteri ambientali e sociali, o da fonti di recupero verificate.
  • Marchio EPEAT: riferimento essenziale per l’elettronica e l’hardware d’ufficio, classifica i dispositivi in base a requisiti stringenti che spaziano dall’efficienza energetica alla longevità del prodotto, fino alla riduzione di sostanze nocive.
  • Green Seal: utilizzato soprattutto per detergenti professionali e prodotti destinati ai servizi generali e al facility management, certifica formule sicure per la salute dei lavoratori e a ridotto impatto sugli ecosistemi.

Puntare su prodotti certificati aiuta a soddisfare i requisiti dei sistemi formali come il sistema di gestione ambientale ISO 14001. Inoltre, tracciare e documentare l’acquisto di forniture a basso impatto permette di guadagnare crediti preziosi per conseguire una certificazione per uffici sostenibili accreditata a livello internazionale, come LEED Operations & Maintenance o il WELL Building Standard.

Sebbene le direttive dell’Unione Europea stabiliscano soglie ambientali minime comuni, alcuni Stati membri — tra cui Germania, Svezia e Finlandia — applicano criteri di appalto ancora più restrittivi. Conviene quindi accertarsi che le certificazioni fornite soddisfino sia il quadro normativo europeo sia le eventuali disposizioni locali applicabili.

Durabilità, riparabilità e impatto complessivo sul ciclo di vita

Un prezzo d’acquisto iniziale particolarmente basso nasconde spesso costi a lungo termine rilevanti, sia per il bilancio aziendale sia per l’ambiente, a causa di usura precoce e sostituzioni frequenti. I team di procurement dovrebbero valutare il costo totale di possesso (TCO, Total Cost of Ownership) parallelamente all’analisi del ciclo di vita (LCA): dall’approvvigionamento delle materie prime alla lavorazione, fino alla logistica, all’utilizzo quotidiano e al fine vita.

È preferibile privilegiare articoli progettati per durare a lungo e semplici da manutenere. Giunzioni a incastro senza viti, parti di ricambio facilmente sostituibili e finiture resistenti all’uso prolungato allungano di molto l’operatività di un bene rispetto ai prodotti usa e getta o di bassa fattura.

Applicare concretamente l’economia circolare per le imprese significa conservare il valore dei materiali il più a lungo possibile. Prima di emettere un ordine, è opportuno verificare alcuni aspetti fondamentali:

  • Il prodotto può essere smontato agevolmente nelle sue componenti monomateriale senza ricorrere ad attrezzi specialistici?
  • Il fornitore assicura la disponibilità nel tempo dei pezzi di ricambio per evitare la dismissione dell’intera unità?
  • Esiste un programma strutturato per il ritiro del bene a fine vita o l’imballo è totalmente riciclabile?

Questa visione prospettica si integra in modo naturale in una strategia aziendale verso un ufficio a emissioni nette zero, limitando la produzione di rifiuti a monte e ottimizzando gli investimenti in conto capitale (CapEx).

Infrastrutture sostenibili per l’ufficio all’atto pratico

L’adeguamento dei sistemi interni di gestione dei rifiuti costituisce una delle dimostrazioni più immediate e visibili dell’impegno ecologico di un’organizzazione. Superare la logica del cestino individuale sotto la scrivania a favore di isole ecologiche centralizzate riduce drasticamente l’impiego di sacchetti usa e getta e migliora la qualità della raccolta differenziata in azienda.

Nel selezionare le stazioni ecologiche, è consigliabile orientarsi su soluzioni modulari realizzate con materiali rinnovabili, capaci di inserirsi con discrezione nell’architettura degli spazi di lavoro e corredate da una segnaletica visiva chiara.

La serie Sorter mette a disposizione isole compatte e configurabili da uno a cinque scomparti, realizzate in multistrato di betulla certificato FSC. Caratterizzate da una grafica intuitiva e da secchi interni in materiale riciclato, queste unità coniugano l’essenzialità del design nordico con un’elevata resistenza alle sollecitazioni d’uso.

Stazione Sorter in ufficio

Nelle aree a passaggio intensivo come mense, complessi ospedalieri o aule didattiche, la serie Ecolong offre un’ampia volumetria a fronte di un ingombro a pavimento contenuto. Il suo sistema di raccolta 3 in 1 assicura la massima flessibilità: è compatibile con sacco continuo, sacchetti classici o conferimento diretto senza sacco per frazioni pulite come carta e cartone.

Ecolong nella mensa aziendale

Per esigenze di raccolta monofrazione in angoli caffè o sale stampa dagli spazi contenuti, soluzioni indipendenti come la serie Sortaider offrono dettagli funzionali mirati a semplificare la manutenzione quotidiana, come il vano integrato per il rotolo dei sacchetti e comode ruote in legno per lo spostamento.

Sortaider nella sala stampa

Come migliorare la propria strategia di approvvigionamento

Convertire gli acquisti aziendali alla sostenibilità impone un equilibrio ragionato tra qualità dei materiali, convalida delle certificazioni, robustezza strutturale ed efficienza operativa. Definendo requisiti chiari per la riduzione delle emissioni Scope 3, esigendo prove documentate da enti terzi e investendo in arredi funzionali e duraturi, i responsabili acquisti possono imprimere una reale svolta ecologica all’ambiente di lavoro senza sacrificare l’operatività quotidiana.

Per scoprire come i principali operatori del mercato gestiscono la provenienza dei materiali, la longevità delle strutture e le opzioni di configurazione, potete consultare la nostra analisi comparativa sui produttori di contenitori per la raccolta differenziata o esplorare l’intera linea di contenitori per la differenziata per il settore corporate.

Altri articoli